Saturday, 21 April 2012

La vera storia del volo Air France 447.

Per più di due anni questo incidente aereo, nel quale morirono 228 persone, è rimasto un grande mistero dell'aviazione civile.


In questi due anni gli inquirenti si sono domandati come un modernissimo aereo di linea come un Airbus A330 di una delle più prestigiose compagine aeree del mondo possa scomparire nell'oceano Atlantico. Ma solo da pochi mesi si conoscono le vere cause di questo disastro aereo, grazie al recupero delle scatole nere che erano sommerse sotte tre mila metri di oceano. 


In questo post riassumerò i diversi avvenimenti ed errori che hanno causato questo incidente: 


È la sera del 31 maggio 2009 e un Airbus A330 (vedi foto accanto) della compagnia di bandiera francese Air France, decollato da Rio de Janeiro e diretto a Parigi sta sorvolando l'oceano Atlantico. Verso l'1:36 della notte l'aereo entra in un'ampia tempesta tropicale, e, a differenza di altri aeroplani, non cambia la propria rotta per aggirarla. A causa di questa nube la temperatura esterna precipita vertiginosamente. All'1:51 la cabina di pilotaggio viene illuminata da uno strano fenomeno naturale e il comandante spiega ai giovani copiloti che si tratta di un "fuoco di Sant'Elmo".


 Alle 2:02 lo stesso comandante abbandona la cabina per riposarsi. Ora il velivolo è nelle mani dei due copiloti che sono coscienti di avere di fronte una massa temporalesca. A questo punto la bassissima temperatura esterna crea un accumulo di ghiaccio attorno ai tubi di Pitot, questi tubi permettono di misurare la velocità esatta alla quale sta volando l'aereo; non potendo più rilevare la velocità, il sistema computerizzato che controlla l'aeroplano si esautora e lascia il comando ai piloti. Il copilota spaventato dall'allarme della perdita delle indicazioni della velocità e dalle condizioni climatiche commette un errore che deciderà le sorti di tutti i 228 passeggeri a bordo: ordina all'aeromobile di salire di quota. Il velivolo quindi sale velocissimo, più di due mila metri al minuto, mentre invece perde velocità (arriva fino a toccare i 93 nodi). Già da qualche minuto la strumentazione segnalava lo stallo, ed è impossibile che i due piloti non l'abbiano considerato, il copilota con più esperienza tra i due si accorge che il collega continua a tenere il muso dell'aeroplano in alto e lo corregge, tuttavia il velivolo è sceso di quota e la temperatura esterna è aumentate quindi i tubi di Pitot riprendono a funzionare correttamente. 


Sono le 2:10, ogni problema tecnico è risolto e il velivolo è nelle condizioni di essere pilotato correttamente; per ragioni sconosciute però il copilota più giovane si ostina a tenere il muso dell'aereo verso l'alto. A differenza delle barre di comando dei Boeing nell'Airbus A330 i comandi sono asincroni, il che significa che il pilota seduto alla destra non vede cosa sta facendo il suo collega alla di sinistra. 


Alle 2:11 rientra in cabina il comandante, non capisce immediatamente cosa sta accadendo, e inoltre i colleghi lo informano che hanno perso il controllo dell'aeromobile. Il comandante per giunta non prende i comandi dell'aereo ma si siede dietro ai copiloti e tenta di capire cosa stia succedendo, senza sapere però che uno dei copiloti sta tenendo ancora il muso del velivolo alzato. 


Continua incessante l'allarme di stallo, l'aereo perde notevolmente altitudine, arriva a 600 metri sopra il mare quando scatta un nuovo allarme. Alle 02:14:25 il copilota domanda ad alta voce, disperato: "Ma che succede?". Esattamente 1,6 secondi dopo la registrazione si interrompe. 


Grazie a questo incidente sono state migliorate le tecniche di addestramento dei piloti al volo manuale di questo tipo di aereo anche a quote elevate e al pilotaggio a velocità sconosciuta e sono state migliorate le strumentazioni di bordo per scongiurare altre catastrofi simili a questa, tuttavia, come questo del volo 447 Air France ne è prova spesso i peggiori incidenti sono causati da una "perfetta" successione di errori tecnici ed umani. 

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